Patrimonio in Scena 2021: dietro le quinte del paesaggio manifatturiero di Montegranaro

Tappa a Montegranaro, in provincia di Fermo, per Patrimonio in Scena 2021 con le riprese di Metamorfosi di un paesaggio, il video-documentario ideato dalla Società Amici della Musica “G. Michelli”.

Il progetto proposto è stato formulato partendo dalla descrizione del paesaggio manifatturiero di Montegranaro, ossia
“La panoramica che parte dal centro storico, culla dell’artigianato calzaturiero che ospita botteghe ancora oggi attive, per giungere all’attuale paesaggio industriale che prende forma nel secondo dopoguerra. La collina ondulata su cui insiste Montegranaro rende tuttora visibile anche da lontano questo particolare paesaggio, in cui dialogano un centro storico antico e un’area industriale moderna”.

Partendo dalla parola dialogo e dai due elementi che lo attuano, l’antico centro e la modernità industriale che lo cinge tutto attorno, si è scelto di rappresentare quasi plasticamente questa opposizione dialogante, traducendola nella contrapposizione tra due diversi tipi di musica, quella antica, rappresentata da uno strumento storico, il violoncello, e quella più contemporanea incarnata da una voce pop.
Si è quindi arrivati a commissionare un’opera di musica contemporanea ad hoc per un brano che “contenga” le due parti dialoganti di Montegranaro, la sua parte storica e la sua parte contemporanea, a rappresentanza delle diverse anime del territorio.

Per raccontarvi meglio l’idea, abbiamo dato la parola ai soggetti direttamente coinvolti, raccogliendo le loro visioni e i loro obiettivi in una breve intervista, riportata qui di seguito.

 

Annalisa Pavoni – Società Amici della Musica “G. Michelli”

  • Come nasce l’idea del progettoMetamorfosi di un paesaggio?

“Metamorfosi di un paesaggio” nasce pensando di unire tre progetti e ottimizzare le risorse, per raccontare, e far conoscere, al meglio, un luogo. 

Il progetto si inserisce e si mette in relazione con altre due importanti iniziative che gli Amici della Musica portano avanti con la Regione Marche e con il Consorzio Marche Spettacolo: le Residenze Musicali e la Masterclass di Mario Brunello a San Ginesio. 

Partendo dalla descrizione fatta del paesaggio manifatturiero di Montegranaro in sede di presentazione di Patrimonio in scena, mi ha colpito la descrizione di un luogo composto nettamente diviso in due parti con caratteristiche opposte:

“ … centro storico, culla dell’artigianato calzaturiero che ospita botteghe ancora oggi attive … e attuale paesaggio industriale… La collina ondulata … questo particolare paesaggio, in cui dialogano un centro storico antico e un’area industriale moderna”. 

Ho pensato ad una commissione d’opera di musica contemporanea ad hoc, una composizione musicale che contenesse le due parti dialoganti di Montegranaro, la sua parte storica e la sua parte contemporanea, da cui il titolo del progetto, “Metamorfosi di un paesaggio”. Sempre in sede di presentazione di progetto, l’elemento che è sembrato subito importante è stata la creazione di un video, sia per l’imprevedibilità della pandemia, ma anche per l’opportunità di produrre un prodotto riproducibile, ed è in termini di “video” che tutto il progetto è stato realizzato. 

La commissione d’opera è stata fatta da un compositore di chiara fama che doveva essere in residenza per la Società Amici della Musica: Francesco Antonioni.

Parlando con lui, siamo partiti dalla parola “dialogo” e dai due elementi che lo attuano, l’antico centro e la modernità industriale che lo cinge tutto attorno. Si è scelto di rappresentare nella musica questa opposizione dialogante  con due elementi differenti, uno strumento storico, il violoncello, e la voce moderna, pop. 

Antonioni, il poeta Luigi Socci, che ha realizzato i testi della composizione – una sorta di canzone divisa in tre parti -, e i due giovani musicisti, Bianca Ottaviani, la voce, e Mauro Paolo Monopoli, il violoncello, sono stati in residenza nello scorso agosto. Insieme hanno lavorato i cambiamenti necessari alla realizzazione della versione definitiva del brano, dal titolo “Montegranà”, che sarebbe stato eseguito per Patrimonio in scena.

A settembre, si è portato in visita a Montegranaro, ed in particolare alla Doucal’s, ampiamente presente nel video per Patrimonio in scena, il gruppo della masterclass di Mario Brunello, uno dei più importanti violoncellisti dei nostri giorni, a cui abbiamo mostrato questa eccellenza del nostro territorio   – i partecipanti alla masterclass provengono da ogni parte del mondo e sono di ogni età, e Mauro Paolo Monopoli era stato uno degli allievi nelle scorse edizioni del progetto.

Il video è stato poi realizzato ad ottobre.

  • Quale vuole essere il suo risultato/impatto nell’ambito di Patrimonio in Scena?

Il risultato è aver cercato di raccontare in modo poetico e attraverso il coinvolgimento di un gruppo di artisti di grande talento, il luogo scelto e le sue caratteristiche.

La creazione del video può permettere un suo impiego posteriore per i fini che si riterranno utili, una vita autonoma, un diverso modo di promozione del territorio attraverso l’arte, che lì è fissato, visto che, trattandosi di una performance musicale, si è realizzato una sorta di speciale e originale videoclip.

 

 
  • Quali caratteristiche del paesaggio e valori della comunità di Montegranaro vorreste risaltare tramite Patrimonio in Scena?

Con la partecipazione al progetto Patrimonio in Scena, si vuole valorizzare il paesaggio di Montegranaro nei suoi molteplici aspetti. La storia economica e sociale del paese ha visto nascere la produzione calzaturiera nelle botteghe del centro storico, dove tutt’ora ne abbiamo diverse ancora attive, e poi esplodere negli insediamenti industriali circondati dal verde delle nostre colline. 

L’intenzione è far risaltare il “dialogo” che ancora esiste tra il paesaggio naturale prettamente agricolo, tipico del nostro territorio e i due paesaggi urbani: quello del centro storico, ancora cuore pulsante dell’artigianato, del “fare a mano” con lavorazioni lente, accurate ed uniche ed il paesaggio produttivo che si è affermato nel secondo dopoguerra, dove i tempi di produzione sono molto più veloci, caratterizzati dall’ausilio delle macchine, ma continua a rimanere la cura per il prodotto finito. E’ come se un filo invisibile tenesse ancora uniti paesaggio naturale, artigianato e produzione industriale. 

  • Perché avete scelto il progetto “Metamorfosi di un paesaggio“?

La scelta del progetto “Metamorfosi di un paesaggio” è stata determinata dal confronto con Annalisa Pavoni dopo la presentazione di Montegranaro a Patrimoni in Scena. Abbiamo valutato che il progetto proposto dagli Amici della Musica poteva rappresentare quello che in fase di presentazione volevamo emergesse di Montegranaro. 

L’idea di un pezzo inedito e della presenza del violoncello e delle voce pop, ci ha convinti che poteva essere un modo efficace per proporre Montegranaro in una veste nuova ed originale e la realizzazione del video è un valore aggiunto per promuovere la città.

 
 

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