Patrimonio in Scena 2021: dietro le quinte del paesaggio marino di San Benedetto del Tronto

Patrimonio in Scena 2021 arriva a San Benedetto del Tronto per le riprese di Una notte nei musei del mare, il video-documentario ideato dalla Compagnia dei Folli e girato all’interno dei tre luoghi di “cultura marittima” della città: la Pinacoteca del Mare – Palazzo Piacentini, il Museo Ittico “Augusto Capriotti” e il Museo d’Arte sul Mare.

“Il tema principale sarà l’acqua che verrà raccontata durante le performance nei luoghi scelti. L’Acqua è l’elemento vitale da cui tutto nasce, il grembo e la fonte di nutrimento. Sin dai tempi più antichi l’uomo ha riconosciuto nell’Acqua la sorgente di tutta la vita e il legame con la spiritualità. L’Acqua è fonte di vita, dalla sorgente si trasforma in torrente, poi in fiume fino al mare, oltrepassando gli ostacoli che incontra nel suo cammino, addentrandosi nelle profondità della terra.”

Con questa visione dell’elemento naturale Acqua, la Compagnia dei Folli ha immaginato un percorso che unisce la tradizione culturale e il paesaggio con la spettacolarità e la bellezza delle performance da loro ideate.

Nel contesto del paesaggio marino di San Benedetto del Tronto, abbiamo dato la parola ai soggetti direttamente coinvolti, raccogliendo le loro visioni e i loro obiettivi in una breve intervista, riportata qui di seguito.

 

Lara Ciaffardoni – Compagnia dei Folli

  • Come nasce l’idea del progettoUna notte nei musei del mare?

L’idea del nostro progetto era quella di unire in un unico percorso sensoriale i siti museali di San Benedetto del Tronto che sono dislocati in sedi differenti. Lo scopo era quello di promuovere e arricchire una esperienza museale tenendo uniti i vari siti grazie ad un espediente artistico che potesse mettere in evidenza il tema centrale dei musei di San Benedetto: il mare.
L’idea iniziale era quella di una visita notturna ai musei guidata da una ballerina che potesse introdurre la visita vera e propria. Avevamo immaginato un pubblico che seguisse la danzatrice nei vari siti dove altri artisti si sarebbero esibiti, sia all’esterno sia all’interno, in momenti di spettacolo introducendo la visita guidata.
Il progetto iniziale è stato modificato vista l’impossibilità di effettuare riprese notturne, si è quindi pensato di realizzare comunque i momenti di spettacolo ma trasferirli tutti all’interno delle sale museali. Scopo era comunque avere come tema principale il mare, di conseguenza tutti i momenti di spettacolo hanno in modo differente richiamato l’idea del mare, del porto, delle attività legate ad esso, come la pesca. Siamo riusciti a mantenere la scena esterna al Molo Sud con trampolisti e danzatori, mentre all’interno gli artisti si sono esibiti in danze aeree e acrobazie.

  • Quale vuole essere il suo risultato/impatto nell’ambito di Patrimonio in Scena?

L’impatto che ci proponiamo di raggiungere è quello di suggerire una visita ai Musei che coinvolga il visitatore che si trova a vivere un’esperienza emozionale unica. La nostra proposta non vuole essere solo un episodio isolato, riteniamo possibile che una proposta del genere possa divenire un’occasione da ripetere, una visita ai Musei in cui il lavoro artistico dia risalto alle emozioni che i Musei di San Benedetto del Tronto suscitano nei visitatori.

 
 
  • Quali caratteristiche del paesaggio e valori della comunità di San Benedetto del Tronto vorreste risaltare tramite Patrimonio in Scena?

Il Museo del Mare di San Benedetto del Tronto ben rappresenta quel concetto di triplice museo naturale teorizzato da André Chastel nel quale la collezione, l’edificio nel quale è conservata e la città che ospita il museo sono collegati come tre diversi livelli museali. Quattro delle sue sezioni sono infatti disposte all’interno del Mercato Ittico Comunale a sua volta inserito nel paesaggio portuale, mentre due di esse si trovano nel nucleo antico della città. Il Museo del Mare rappresenta la sintesi tangibile del patrimonio culturale materiale e immateriale della città, a vocazione prettamente marinara e oggi è impegnato nel conservare e restituire quei valori stessi che lo hanno costituito. Il paesaggio culturale sambenedettese è caratterizzato da grande diffusione e pervasività essendosi costituito grazie alla costante interazione tra uomo e natura, il Museo del Mare rappresenta il contenitore che raccoglie la memoria storica di questa secolare relazione e ha il compito di conservare, valorizzare e trasmettere questi valori alle generazioni presenti e future.

  • Perché avete scelto il progetto “Una notte nei musei del mare“?

Il progetto della Compagnia dei Folli è stato scelto per la varietà dei linguaggi artistici proposti che ben si sposano con la multidisciplinarietà del patrimonio conservato nei nostri musei e per il tema: l’occhio attento e stupito della giovane ballerina scopre le bellezze culturali e paesaggistiche mentre le armonie delle acrobate sospese e protese verso il mare, ricordano l’ancestrale rapporto dell’uomo con questo elemento naturale tanto amato quanto temuto.

 

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